CALCIO: “DOPING AMMINISTRATIVO” A MESSINA, PRIMA CONDANNA
(AGI) - Palermo, 29 nov. - Prima condanna nell’inchiesta sul doping amministrativo del Messina Calcio tra il 2001 ed il 2006. Il giudice dell’udienza preliminare Giovanni De Marco ha condannato con il rito abbreviato a sei mesi di reclusione Jose’ Villari, responsabile delle associazioni sportive “Eta Beta” e “Ad Altiora”, che curano il settore govanile della societa’ giallorossa. A Villari concesse le generiche, la sospensione della pena e la nonmenzione. Secondo l’accusa avrebbe certificato l’avvenuto pagamento da parte della societa’ di calcio del gruppo Franza di alcune prestazioni in realta’ inesistenti. L’udienza e’ stata rinviata al 13 dicembre per il presidente della societa’ giallorossa, Pietro Franza, e per il suo predecessore, Emanuele Aliotta, imputati di falso in bilancio, truffa aggravata, false comunicazioni sociali, appropriazione indebita e false fatturazioni. L’inchiesta era stata aperta dal sostituto procuratore Vito Di Gorgio nel 2005, dopo la trasmissione degli atti dalla Procura di Roma, sulla base di una denuncia del presidente del Bologna Calcio, Giuseppe Gazzoni Frascara, che aveva segnalato come numerose societa’ di serie A e B avevano falsificato, attraverso il metodo delle plusvalenze, i bilanci, ottenendo cosi’ le iscrizioni ai campionati. La guardia di finanza scopri’ cosi’ l’acquisto fittizio del portiere della “Primavera” Marco Giambruno e del centrocampista Armando Guastella per cinque milioni di euro, provenienti dalla Roma. Nel 2003 il Messina avrebbe ceduto i calciatori Corona, Docente, Molino, Portanova e Princivalli ma il ricavato delle vendite sarebbe stato inserito nel bilancio precedente proprio per alterare il risultato contabile. I finanzieri hanno anche scoperto un contributo di 540 mila euro dalla Lega Calcio che non sarebbe mai stato concesso. (AGI)
Cli/Rap