CALCIO: NAPOLI, DE LAURENTIIS “SCUDETTO?CI VOGLIONO DA 3 A 7 A

(AGI/ITALPRESS) -(AGI) 31 mar. - De Laurentiis, che a Napoli sarebbe potuto arrivare prima (”nel ‘99 sono arrivato in citta’ con un assegno per Ferlaino e invece lui mi fece causa perche’ stavo distraendo la campagna acquisti”), sogna in grande per i suoi (”la Coppa Uefa non mi interessa, la Champions League si’”) e per questo si tiene stretti i suoi gioielli, da Lavezzi (”su di lui ho molto creduto e molto puntato”) ad Hamsik. “Non e’ che faccio una questione di valorizzazione o di investimenti - spiega - uno lavora per un’idea, per uno scopo e la cosa piu’ complicata nel calcio e’ che e’ un film settimanale di cui non si conosce la sceneggiatura. Si possono fare delle previsioni ma la palla e’ rotonda e si puo’ avere un risultato anziche’ un altro. Io, comunque, sono molto geloso, morbosamente geloso, nel cinema faccio delle esclusive. E siccome i progetti sono in funzione di una crescita di un collettivo, non si puo’ tagliare in una pianta un ramo prezioso. I giocatori del Napoli non si toccano”. De Laurentiis non e’ uno che bada a spese se c’e’ da rafforzare la squadra e a chi gli chiede se sarebbe disposto a comprare oggi un Maradona dice: “di Maradona ce n’e’ stato solo uno ma se ce ne fosse uno in giro da 25 milioni di euro, lo prendere domani”. Quello vero, quello che ha fatto sognare i tifosi napoletani, e’ invece destinato a rimanere nella memoria perche’ De Laurentiis non prevede per lui un ruolo nel club di oggi. “E’ un grande del passato e del presente, non voglio umiliarlo facendolo diventare il giullare portafortuna - spiega - Maradona e’ genio e sregolatezza, non si puo’ pretendere che diventi un manager disciplinatissimo. L’ho avuto come attore e mi ha fatto impazzire, nella logica d’impresa sono altri i fattori con cui sono abituato a convivere. Maradona e’ unico, lasciamolo nella sua unicita’”. Per quanto riguarda il mercato, il presidente partenopeo lascia tutto nelle mani di Marino (”e’ fedelissimo, non mi dice nulla e questo mi diverte, quando ho una pausa nel mio lavoro non faccio altro che provocarlo”) ma esclude la possibilita’ di vedere Adriano con Lavezzi (”si deve considerare che ci deve essere armonia e tutela della semplicita’, ci sono grandi valori, devono venir fuori a poco a poco i valori atletici e morali, la salvaguardia del gruppo dello spogliatoio, senza che ci siano supereroi ed eroi di secondo grado e’ fondamentale”) mentre su Cassano dice: “deve avere un grosso patrimonio istintivo sul quale ha poggiato le sue fortune calcistiche ma anche un peso psicologico che si porta dietro, forse dall’infanzia, che non gli permette di coordinarsi”. “Cassano e’ un grande campione ma che si comporta spesso con due personalita’ - dice ancora De Laurentiis - e una di queste lo blocca e gli combina grossi problemi perche’ in questo calcio ci sono regole che vanno rispettate”. Il presidente partenopeo, che vorrebbe giocare sempre di sera non solo per le sette vittorie in altrettante partite (”il vero spettacolo comincia la sera, al cinema e’ bello andare alle 20.30, alle 22.30″), parla anche del futuro del suo allenatore. “Reja ha voluto sempre fare un accordo annuale, ma sono cose che cura Marino - sottolinea - Se di anno in anno hanno trovato una logica contrattuale, io non ci metto bocca. Siamo tra gentiluomini, Reja lo considero uno di famiglia, lo stimo, gli voglio bene, se uno si sente di andare avanti, di raggiungere certi obiettivi e affrontare la crescita del gruppo in una certa direzione, allora si continua il rapporto”. Una battuta infine sulla morte del tifoso del Parma che ha portato ieri al rinvio della gara tra emiliani e Juventus: “e’ ovvio che e’ successa ieri una disgrazia di dimensioni gigantesche e di fronte a queste tragedie - e’ il pensiero di De Laurentiis - bisogna solo meditare, auspicare che non accadano piu’ e che ci sia una prevenzione sul piano dell’educazione”.

Red