CALCIO: MILAN, ANCELOTTI “SCUDETTO? CREDO POTREMMO VINCERLO”
(AGI/ITALPRESS) - Milano, 28 ott. - L’ironia e’ una delle doti che contraddistingue Carlo Ancelotti da molti altri suoi colleghi: prendere sul ridere fatti o accadimenti che molto spesso divertenti non sono, ma che possono creare tensione all’interno dell’ambiente se presi e valutati in modo troppo serioso. L’esempio oggi a Milanello, durante la conferenza stampa di vigilia della partita di campionato tra Milan e Siena: nel quartier generale rossonero e’ appena giunta la notizia della non convocazione di Adriano da parte di Mourinho, causa malumori interni sfociati dopo una notte brava del brasiliano assieme ad altri connazionali, tra cui il milanista Ronaldihno. Ancelotti la prende decisamente meglio del portoghese: “E’ tornato tardi? Quando? Che ora ha fatto? - scherza il tecnico - gli avevo dato il permesso fino alle 5, quindi se e’ tornato alle quattro meglio ancora. La domenica puo’ fare quello che vuole, non sono il suo tutor. Se e’ tornato alle 4 si vede che non si e’ trovato bene”. Il tecnico pero’ non scherza quando parla del Siena, formazione temibile dopo le ottime prestazioni: “Fara’ una gara offensiva, spingera’ molto con i terzini e giochera’ con il trequartista, sara’ una gara aperta e dunque il peso in avanti avra’ molta incidenza”. Il Milan nel giro di tre giorni giochera’ due volte in casa, campo che quest’anno non e’ ostico come nella scorsa stagione. Un’occasione importante per risalire ulteriormente la china, e sperare in qualche passo falso delle prime: “Bergamo poteva essere un crocevia importante, con una vittoria sul Siena abbiamo una grande opportunita’ di arrivare in testa guardando naturalmente alle sfide di Inter, Udinese e Napoli”. La vittoria sull’Atalanta pesera’ non poco nell’economia del campionato, anche se Ancelotti non accetta tutte le critiche sul poco gioco espresso domenica scorsa: “Il Milan e’ apprezzato per la qualita’ del gioco e quandonon gioca bene vienecriticato. Una volta si diceva che fossimo una compagine un po’ soft - spiega Ancelotti - adesso credo invece sia diventata una squadra tosta. C’e’ maggiore applicazione di tutti al recupero della palla, siamo piu’ compatti e rischiamo meno. Con Emerson, Gattuso e Ambrosini la nostra quantita’ aumenta, ma anche l’attenzione della squadra e’ fondamentale”. (AGI)
Red/Dos (Segue)