CALCIO: ARBITRI, GUSSONI “NON C’E’ SUDDITANZA PSICOLOGICA”
(AGI/ITALPRESS) - Roma, 31 gen. - “Non c’e’ sudditanza psicologica”. Parola di Cesare Gussoni, presidente degli arbitri italiani. Il numero 1 dell’Aia difende i ’suoi ragazzi’ e affronta il tema della sudditanza psicologica nei confronti delle grandi, in un’intervista rilasciata a ‘Dribbling’, trasmissione in onda il sabato su Raidue. “C’e’ stato un periodo in cui forse e’ stato peggio -assicura Gussoni- ma facendo una statistica generale, che si puo’ fare anche prendendo in esame il solo girone d’andata, ci si rendera’ conto che le societa’ hanno avuto, chi piu’ chi meno, le stesse sviste arbitrali”. Niente sudditanza o comunque c’e’ stato di peggio, eppure non si smette di parlare di presunti torti arbitrali. “Succede perche’ gli errori dei direttori di gara fanno notizia -spiega Gussoni- quelli di calciatori, tecnici e presidenti no. In Italia piu’ che troppa moviola, ci sono troppi commenti, spesso strumentali”. Ci sono anche gli arbitri capaci di riconoscere i propri errori e di tornare sulle proprie decisioni. Pierpaoli, per esempio, mercoledi’ durante Roma-Palermo ha cancellato una decisione evidentemente errata. “Non ha fatto altro che applicare quello che dice il regolamento -osserva Gussoni- se un arbitro si accorge di aver sbagliato e’ obbligato a riprendere in mano la palla e avvertire che si e’ trattato di un errore”. A breve ci potrebbe essere una grande novita’ per gli arbitri e piu’ in generale per tutto il calcio italiano. “Perche’ gli arbitri non parlano dopo le partite? Questo e’ un altro problema che sto cercando di risolvere attraverso un portavoce, possibilmente unico, che parli dopo le gare”, spiega Gussoni. Poi dichiara che all’Aia “l’organizzazione arbitrale italiana ha il privilegio di avere un’autonomia tecnica completa, di essere una componente della Federazione e di avere un seggio in Consiglio Federale: ci manca solo l’autonomia finanziaria”. Non poco. Il futuro, se non la moviola in campo, potrebbe essere quello dei giudici di porta voluti da Platini e sperimentati proprio da italiani. “Rizzoli e Saccani che hanno fatto questa prova -spiega Gussoni- mi hanno riferito di un’impressione positiva. La moviola in campo? Sara’ possibile solo nel giorno in cui ci sara’ la garanzia di assoluta imparzialita’”. Nella rivista di settore, Gussoni ha scritto che calciopoli esiste ancora. “Basta leggere i giornali o sentire esternazioni di certi soggetti, o ancora un’indecente trasmissione tv andata in onda recentemente e che e’ stata quasi scioccante, per capire che di calciopoli si continua purtroppo a parlare”. Ma, conclude, “un certo tipo di calciopoli e’ proprio finita”. (AGI)
Red/Gav