CALCIO: MILAN, GALLIANI “BRAVO A LEONARDO, NON SIAMO ANTI-INTER”

(AGI/ITALPRESS) - Catania, 29 nov. - “Non abbiamo fatto una gran partita, non abbiamo fatto benissimo, tra l’altro loro hanno avuto un contropiede tre contro due poco prima del nostro gol dopo un avventuroso dribbling di Thiago Silva…”. Adriano Galliani prende cio’ che arriva di buono dalla trasferta di Catania, ovvero i tre punti che valgono la settima vittoria nelle ultime otto partite per i rossoneri. Decisiva una doppietta di Huntelaar nel recupero: “Devo fare i complimenti all’allenatore che ha messo sia Inzaghi sia Huntelaar, che non aveva mai segnato e ora ne ha fatti due. E’ un gran giocatore - continua l’amministratore delegato rossonero ai microfoni di Sky Sport -. Sono contento perche’ fino a ieri ero quello che aveva speso 15 milioni e ora ho ricevuto 10-12 sms dove mi scrivevano che avevo visto giusto. E sono contento per lui, che mi ha abbracciato tanto alla fine. Del resto ha sempre fatto gol, non si capiva perche’ non li facesse. Anche se non e’ George Weah, e’ un attaccante d’area”. Il Milan vola al secondo posto a -7 dall’Inter, ma Galliani, per il momento, non fa sogni tricolori: “Parliamo di noi stessi, noi non siamo l’antinessuno - precisa -. Siamo il Milan e se l’Inter va avanti di questo passo c’e’ poco da fare, punteremo ad arrivare secondi. In queste ultime otto partite ne abbiamo vinte 7 e pareggiate una eppure non abbiamo recuperato neanche un punto all’Inter. Non si puo’ fare altro. Speriamo solo che l’Inter rallenti questa marcia incredibile”. Nell’intervallo della gara con la Roma e’ nato il vero Milan di Leonardo: “Conosco Leonardo dal ‘97, lui mi parlava gia’ da allora del Brasile di Tele’ Santana, che faceva un gran calcio con il 4-2-4. Quella sera - conclude Galliani - nell’intervallo eravamo 13^ o 14^ in classifica, Leo ha fatto di necessita’ virtu’ e le cose stanno andando bene. Giochiamo un calcio strano, siamo lunghissimi, abbiamo giocatori di talento. Siamo come quei pugili che tengono la guardia bassa e che costringono gli altri a fare altrettanto. Chi tira l’ultimo cazzotto vince”. (AGI) Red