MUSICA: RUGGERI, DOPO SANREMO (COI DECIBEL) ALBUM E TOUR
(AGI) - Milano, 8 feb. - ‘La notte delle fate’, ovvero forse “non la piu’ bella canzone di tutti i tempi” ma “la canzone piu’ d’amore” che Enrico Ruggeri assicura di aver “mai scritto”. Trenta anni dopo la ‘prima’ al Festival di Sanremo (anno 1980, canzone presentata ‘Contessa’) e dopo aver vinto un paio di volte la manifestazione canora italiana (nell’87 con ‘Si puo’ dare di piu’ insieme a Morandi e Tozzi; nel ‘93 con ‘Mistero’), eccolo tornare sul palco dell’Ariston per quello che chiama “un grande gioco di societa’ che gia’ il lunedi’ si dimentica”. Se non altro perche’ il programma, dal lunedi’ successivo, pare fitto; un album tanto per cominciare, una tournee’, giusto per proseguire incontrando il pubblico e portando a spasso la nuova scommessa targata Enrico Ruggeri: risponde al nome di “La ruota” ed e’ l’incontro che aspira a fusione tra rock e poesia. Lui giura di avere “la stessa rabbia di allora”, ma un piccolo problema in piu’: quello di essere “un rocker credibile, problema comune a tutti i rocker cinquantenni”. Per questo ha cercato l’innovaizone, fare qualcosa che non avesse mai fatto nella convinzione che “non serva una canzone che ribadisca le origini”. La scelta sanremese di “La notte delle farfalle”, che Ruggieri interpretera’ in una versione “anni ‘80″ con i Decibel (nel duo Silvio Capeccia e Fulvio Muzio) nella serata dedicata alle esibizioni con gli ospiti, e’ arrivata allora consiedando come sia “la piu’ rappresentativa, la piu’ diversa” dalle canzoni proposte fino ad oggi anche sullo stesso palco dell’Ariston. Tutto l’album, che sara’ pubblicato il 19 febbraio, in realta’, vive di una serie di connotaizoni che Ruggeri dice di “non aver mai applicato”: “ho cercato di concentrarmi sul suono - ha spiegato - tenendo la voce un po’ piu’ bassa”. La serie di live programmata a partire da marzo, vedra’ Ruggeri portare nei teatri italiani questo nuovo lavoro sempre accompagnato dalla sua storica band. Intanto, la tappa sanremese come linea di partenza: l’artista sara’ accompagnato da Andrea Miro’ (”il piu’ bravo direttore d’orchestra che abbia mai conosciuto”) autrice degli arrangiamenti del disco e parte con l’obiettivo di centrare “la Coppa Uefa o la Champions”. “Non credo vincero’ - ha chairito considerando il meccanismo televoto, ma non e’ un gran problema: finito il Festival, al lunedi’ te lo sei ga’ dimenticato”. Argomento buono pure per sottlineare la sua visione della vita (professionale) e l’unita’ di misura con la quale calcolare le dimensioni del Festival nel percorso di un cantante: “le carriere - ha detto - si misurano di dieci anni in dieci anni. Il Festival produce tre gradi di giudizio: il primo e’ quello del grande gioco di societa’ con giuria e televoto; il secondo e’ quello delle vendite discografiche; il terzo e’ quello del tempo. Ci sono canzoni che hanno fatto la storia del Festival il cui piazzamento non si ricorda affatto”. (AGI) Cli/Mi