CALCIO: CH.LEAGUE. ANCELOTTI “ALL’INTER NON POTEVA ANDARE PEGGIO”
(AGI/ITALPRESS) - Londra, 9 feb. - Ancora due settimane e sara’ Champions League. Chelsea e Inter guidano i rispettivi campionati e intanto scaldano i muscoli in vista degli ottavi di finale della massima competizione europoea. Martedi’ 24 Carlo Ancelotti tornera’ a San Siro per il suo personalissimo derby contro l’Inter e la sfida nella sfida contro Jose’ Mourinho. Inter-Chelsea sara’ “Special One” contro “Normal One”. “La definizione non mi piace, io la metto su un altro piano - spiega il tecnico ex Milan in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica” -. Mourinho qui ha lasciato un segno, soprattutto nell’organizzazione della societa’. Non sara’ Mourinho-Ancelotti, ma una sfida durissima. A noi non poteva capitare di peggio, a loro nemmeno”. Provocatore per qualcuno, manipolatore dei media per altri, secondo Ancelotti, invece, il modo di fare di Mourinho serve “per distogliere l’attenzione dalla squadra e finora ha funzionato. L’Inter ha ribaltato partite completamente perse, nessun’altra squadra c’e’ riuscita”. Secondo Ancelotti l’Inter si puo’ battere “giocando al 100%. Loro alla grande solidita’ hanno aggiunto qualita’, con Milito e Sneijder. Pero’ noi abbiamo tutto, fisico e qualita’: possiamo vincere in tanti modi diversi. La Premier e’ un campionato difficile. Rispetto all’Italia, qui le piccole sono meno tattiche ma piu’ fisiche. In casa dell’Hull City, 1-1, non c’era un avversario sotto l’1,85″. Ancelotti non ha rimpianti: “qui il calcio si vive meglio, l’atmosfera non e’ avvelenata come in Italia”. Eppure basta pensare al caso Terry per capire che anche in Inghilterra la stampa non da’ tregua. “Per Terry l’altro giorno hanno scomodato pure un elicottero. E’ un limite il volere cercare lo scoop ad ogni costo”. Ancelotti non ha degradato il suo capitano, Fabio Capello si’. “Io non mi occupo della vita privata dei giocatori, a meno che non incida sul loro rendimento. Per me e per il club lui e’ un grande capitano, un serio professionista, un leader e un calciatore con grande senso di appartenenza, visto che e’ cresciuto nella Chelsea Academy”. Ancelotti garantisce che la vicenda “non ha toccato minimamente la squadra, prepareremo bene la Champions League”. Ancelotti parla anche di Milan, del 4-2-1-3 disegnato da Leonardo: “Leo ha cercato di mettere piu’ qualita’, facendo convivere Pato, Seedorf, Borriello e Ronaldinho. Se ci fosse stato ancora Kaka’, sarebbe stato un po’ complicato. Con Leo spesso ci confidiamo. Il ruolo di allenatore gli piace, ci ha preso gusto. Sicuramente puo’ aprire un ciclo al Milan”. (AGI) Red/Pgi