CALCIO: MORATTI “NON SIAMO VECCHI, SE SERVE ARRIVERA’ QUALCUNO”
(AGI/ITALPRESS) - Milano, 6 set. - Quindici anni di presidenza e finalmente, al fischio d’inizio della prima partita in Champions League della stagione, Massimo Moratti potra’ dire di essere il presidente della squadra che detiene il titolo. Sognava questo momento da meta’ degli anni sessanta, da quando il padre riusci’ per due volte di fila a conquistare il prestigioso trofeo. Quarantacinque anni dopo, un altro Moratti e’ sul tetto d’Europa e nonostante i “botti” estivi dei primi concorrenti sulla piazza milanese, la soddisfazione e’ tanta. “E’ una bella sensazione, che non ci deve assolutamente bloccare - ha dichiarato il numero uno nerazzurro nella Sala Executive dello stadio Meazza -. E’ una normale responsabilita’ per giocatori di questo livello, sara’ bello e difficile difendere il primato, visto che il girone e’ molto complicato”. Per provare a centrare lo storico bis, mai riuscito da quando esiste la formula della Champions League, l’Inter ha scelto la linea verde, pochi soldi e tanti giovani interessanti. “Abbiamo pensato di prendere i talenti piu’ forti, comprare per comprare non aveva senso - ha continuato Moratti -. Vedremo se arrivera’ qualcuno a stagione in corso ma non sono assolutamente pessimista, penso che la squadra possa reggere ancora molto bene e che non sia assolutamente vecchia. Abbiamo vinto l’ultima
competizione due mesi fa, non dieci anni fa”. Nemmeno l’idea Cassano e’ andata in porto, sebbene la voglia di “italianizzare” la squadra sia comunque presente in alcuni ambiti societari e nonostante la grande stima che lo stesso Moratti nutre per il giocatore. “Il giocatore e’ gia’ in una grande squadra, la Sampdoria, ed e’ sempre stato un bravo ragazzo - ha continuato il presidente nerazzurro -. Con la maturita’ e’ venuta fuori meglio questa caratteristica e credo che questo sia ottimo per la Nazionale, ma non per forza per l’Inter, anche se ai tempi di Mancini ne avevamo parlato”. Altra trattativa sfumata e’ quella per Antonelli (”c’e’ stata l’occasione, ma l’operazione era complicata”), mentre per Lukaku non sussistono ancora indizi probanti (”Non lo conosco, e’ forte?”, e’ stata la risposta di Moratti). Poche le indicazioni anche sull’operato di Benitez, al di la’ dei normali paragoni tra il presente e il passato con Mourinho. “Benitez ha un anno intero di tempo per dimostrare che puo’ far bene, credo abbia il buon senso, l’intelligenza e la calma necessaria. Non possiamo impedire nulla ai tifosi, tanto meno di fare paragoni, ma il tecnico sapra’ superare anche quelli”. (AGI) Red/Eli