(AGI/ITALPRESS) - ROMA, 17 lug. - Petrucci spiega la sua valutazione sulla reazione della Lega. “Io rispetto i presidenti, perche’ investono i loro soldi. Non solo, li voglio tutelare. Non capisco perche’ continuano a parlare di aumenti dei ricavi, ma non di diminuizione dei costi. Si impari, per esempio, da Moratti, ma anche da Berlusconi. Attualmente sono l’esempio da seguire: sono riusciti a ripianare situazioni economiche pesanti. Ma quelli che sbraitano di piu’ sono altri. Mi sorprende qualche dirigente urlante e contestatore: se si va a vedere come gestiscono squadre e societa’ c’e’ da mettersi le mani nei capelli. Le entrate erariali da giochi e scommesse sono state di 218 milioni di euro. Ma non si scommette solo sul calcio italiano: circa il 50 per cento di queste entrate provengono da campionati esteri, Champins League, Europa League, Premier League, campionato tedesco, Liga, altri tornei stranieri. Il Coni trasferisce al calcio italiano 80 milioni di euro. Fatti due conti, hanno il ritorno di quello che loro dicono di produrre. Abete avrebbe dovuto offrire le sue dimissioni al consiglio federale? Si puo’ dire tutto di Abete - continua Petrucci nell’intervista - tranne che sia un dittatore. E poi non vedo i gravi errori che si vogliono imputare al presidente federale. Mi sono trovato in una situazione analoga quando ero presidente della Federbasket dopo gli Europei di Karlsruhe. Ma non annunciai le mie dimissioni”. “La Lega calcio ha chiesto l’intervento del governo per la riforma della Legga 91 e ha fatto bene - chiude Petrucci - Il governo Berlusconi con Letta e Crimi ci e’ sempre stato vicino. Ma non bisogna solo guardare al calcio, bisogna pensare a tutto lo sport professionistico. Perche’ se nella revisione non si interviene anche per il basket, questo sport muore”. (AGI) Red/Pat