(AGI/ITALPRESS) - Roma, 8 dic. - Ben venga il tavolo della pace convocato da Petrucci ma Juve e Inter dovranno fare la loro parte. Franco Carraro, presidente della Figc fino allo scoppio di calciopoli, commenta positivamente l’iniziativa del Coni: “Mi auguro che vada a buon fine perche’ penso che nel calcio ci sia un gran bisogno di pacificazione - le sue parole in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ - detto questo, pensare adesso di togliere lo scudetto all’Inter per motivi disciplinari e’ cosa che non sta ne’ in cielo, ne’ in terra”. Carraro ammette che l’assegnazione dello scudetto 2006 fu “un errore di politica sportiva ma non di giustizia sportiva” ma oggi “Moratti quello scudetto ha tutto il diritto di difenderlo. La relazione di Palazzi? Francamente non l’ho capita e non la condivido. Se si trattava di una vicenda prescritta, bastava dire ‘e’ prescritta’”. Per l’attuale commissario della Federsci, inoltre, il Consiglio federale non doveva limitarsi a dichiararsi incompetente, “era necessario parlare ad Agnelli con chiarezza. Da subito. Quanto agli organi di giustizia, mai visto il Tas di Losanna dichiararsi incompetente”.
Dall’altro lato Carraro ricorda che la Juventus ha conciliato la propria pena presso la Cca del Coni, “ha fatto in termini sportivi quello che nel processo penale si chiama patteggiamento, percio’ non puo’, e lo dico chiaro, dire che ha vinto 29 scudetti e mettere quel numero nel proprio stadio”. Il consiglio di Carraro ad Agnelli e’: “Prenda atto della situazione e aspetti che il processo penale si esaurisca coi suoi tre gradi di giudizio. Se la Cassazione certificasse che ci sono state storture, se emerge una realta’ diversa, allora si’ che potra’ impugnare tutto”. Ma anche l’Inter dovrebbe fare un passo indietro, una sorta di concessione alla mediazione politica: “Moratti dovrebbe ammettere ‘Forse qualcosa ho sbagliato anche io’? Si’, forse questo lo potrebbe anche ammettere, ma nel chiuso del tavolo della pace”, il pensiero di Carraro, che allargando il discorso al futuro del calcio, promuove la promessa di Blatter sulla tecnologia per il gol fantasma. “Un passo avanti ma non basta - aggiunge - la tecnologia deve essere usata anche sul fuorigioco. E’ ora di adeguarsi, lasciando all’arbitro tutta la discrezionalita’ sui falli e sui contatti, li’ si’ che e’ l’occhio e non la telecamera che deve continuare a decidere”. Infine una battuta sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020: “Non ho mai considerato Roma favorita. Sono testone e poco fantasioso. E’ una missione molto, molto, molto difficile ma non impossibile. Tre volte molto, lo dico da tempo e lo ribadisco oggi”. (AGI) Red/Gav