(AGI/ITALPRESS) - Milano, 28 feb. - Ormai in casa Milan ci hanno fatto l’abitudine e sono entrati nell’ordine di idee: chi pensava o sperava che una volta agganciato il quarto posto tutto sarebbe stato in discesa si e’ dovuto ricredere. La Fiorentina non e’ certo disposta a fare da vittima sacrificale lasciando via libera al Milan, tanto che battendo il Livorno i viola si sono nuovamente riportati a +2. A ben vedere, pero’, nemmeno questa puo’ essere considerata una tappa definitiva, perche’ la lotta al quarto proseguira’ fino all’ultima giornata. Di ritorno da Catania con un 1-1 senza infamia e senza lode, i rossoneri puntano il dito contro l’avversario piu’ difficile da contrastare in questo periodo, la stanchezza: “Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile - ha commentato Galliani - anche perche’ avevamo assenze importanti. Il problema e’ che giochiamo ogni tre giorni, e in piu’ abbiamo anche fatto tre recuperi, quindi e’ normale che ci sia un po’ di fatica”. Della stessa idea Carlo Ancelotti, che si trova a fare i conti con emergenze di ogni tipo, dagli infortuni ai giocatori fuori forma: “In questo periodo siamo stanchi - ammette senza troppi giri di parole il tecnico - dobbiamo gestire bene questo periodo fino alla gara contro l’Arsenal, poi a marzo potremo recuperare un po’ di energie. Sapevamo che a Catania non sarebbe stato facile, ma per come si era messa la partita potevamo fare meglio”. L’altro tema portante del dopo Catania e’ ancora una volta legato all’arbitraggio. Non che il signor De Marco abbia combinato chissa’ quali sfracelli (giusti i tre gol annullati a Inzaghi, Silvestri e Colucci), semmai a far stizzire i rossoneri e’ stata la condotta di gara del fischietto di Chiavari. Fischiare 48 falli e mostrare 8 cartellini gialli in una gara non eccessivamente focosa non e’ stato un bel segnale, anzi, ha palesato il timore del direttore di gara di perdere il controllo sulla sfida, eccedendo nel verso opposto: “Solitamente non mi piace parlare degli arbitri perche’ i direttori di gara hanno delle responsabilita’ grandissime - ha detto Emerson - ma nel corso della partita contro il Catania il gioco veniva fermato ogni due minuti per falli che in fondo fanno parte del gioco. Una squadra come il Milan che ha la responsabilita’ di vincere per raggiungere determinati obiettivi, anche a causa di queste continue sospensioni, non e’ riuscita a costruire le azioni. A mio parere i direttori di gara devono avere criteri di giudizio un po’ diversi”. A rendere il bicchiere mezzo pieno ci ha pensato il giovane Pato, che ha messo a segno il suo quinto gol con la maglia rossonera. Un bel destro dalla lunga distanza che ha colto impreparato Polito, ma anche la dimostrazione di come il Papero non abbia problemi nel prendersi la responsabilita’ di calciare da lontano. Escluso quello contro il Napoli, gli altri quattro gol (due al Genoa, uno a Fiorentina e Catania) hanno fruttato complessivamente sette punti, e tanto basta per etichettarlo come “indispensabile”. Pato, a questo punto, dovra’ prendersi sulle spalle i suoi anche nel crocevia della stagione, martedX prossimo contro l’Arsenal. Dentro o fuori, non ci saranno alternative, e a Milanello lo sanno bene: “Contro l’Arsenal dovremo assolutamente essere forti a livello mentale - spiega il veterano Emerson - ma io sono molto fiducioso perche’ il Milan sa cosa significa affrontare un impegno di Champions League e gli stessi giocatori sono consapevoli delle proprie responsabilita’. Prevedo una grande partita, la squadra sa quello che deve fare: passare il turno e vincere la Champions”. (AGI)
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