(AGI/ITALPRESS) - Milano, 29 mar. - La mente dovrebbe essere rivolta al campionato e a un quarto posto vitale come l’aria, ma la tentazione e’ forte. La tentazione di sapere se e come sara’ il Milan del futuro, dal momento che la primavera e’ la stagione che porta con se’ le novita’ piu’ importanti. Il fermento del calciomercato c’e’ gia’, lo si sente in ogni discorso, e le parole, in questa fase, pesano come macigni. Ecco perche’ quello che Carlo Ancelotti afferma circa la compatibilita’ tra Pato e il figliol prodigo Shevchenko non passera’ sotto silenzio e creera’ piu’ di un malumore, soprattutto nel presidente Berlusconi, il primo a voler rivedere Sheva con la casacca rossonera. “Come coppia non sono l’ideale - entra a piedi uniti il tecnico - perche’ sono due attaccanti con caratteristiche abbastanza simili. Si muovono su tutto il fronte d’attacco e non sono statici. Una coesione tra due grandi giocatori - prova a correggere - e’ pero’ possibile”. Se non e’ una bocciatura, poco ci manca. Meglio allora girare la questione, e sondare il terreno su chi potrebbe far coppia con l’astro nascente brasiliano. “I giocatori che possono coesistere piu’ facilmente sono i giocatori con caratteristiche diverse - spiega Ancelotti - ad esempio Gomez ha caratteristiche diverse da Pato, e’ alto e meno veloce, sta piu’ in area di rigore, ma anche Gilardino e’ compatibile con Pato. Borriello? Ha caratteristiche diverse dal brasiliano, quindi e’ compatibile”. Tirando le somme le indicazioni sono chiare: no a Shevchenko, si’ a uno tra Borriello e Gomez, con Gilardino citato a puro titolo di cortesia (”Il suo procuratore dice che non ha giocato molto? Le sue chance le ha sempre avute, penso che sia stato uno dei giocatori piu’ utilizzati quest’anno”). Se sul fronte mercato le cose sono in costante evoluzione, diverso e’ il discorso per quanto riguarda le panchine, che Ancelotti vede ben piu’ stabili di quanto si senta dire in giro. “Le panchine di Juventus, Fiorentina, Milan e Roma mi sembrano molto stabili - afferma - non dico anche quella dell’Inter perche’ dopo le dichiarazioni di Mancini credo che alla fine dell’anno ci sara’ un chiarimento con la societa’. Le frasi dopo l’eliminazione con il Liverpool? Non sempre queste dichiarazioni sono negative, magari hanno l’effetto di ricompattare l’ambiente”. Ancelotti, che da sempre ha espresso parole positive nei confronti del collega nerazzurro (”ha raggiunto gli obiettivi: ha creato un buon gruppo, una squadra con una identita’, ha ottenuto risultati importanti”), dice la sua anche a proposito delle voci sulla toccata e fuga milanese di Mourinho, che avrebbe gia’ parlato con Moratti. “Mourinho all’Inter? E che ne so… E’ un grande allenatore, puo’ fare bene dappertutto, gli piace giocare un po’ con la stampa e penso che in Italia si divertirebbe. Non penso sia molto corretto parlare di queste cose, a volte i portavoce si allargano un po’ troppo per tenere il mercato vivo”. Meglio pensare alla gara contro l’Atalanta, ennesima prova per sfatare la sindrome da San Siro, dove i rossoneri hanno una media da retrocessione. “Ci aspetta una partita delicata, lo sappiamo - prosegue Ancelotti - Avere quattro punti di distacco non ci consente di fare un ulteriore passo falso come contro la Sampdoria, veniamo dai segnali positivi di Torino e dobbiamo continuare su quella strada. Incontreremo delle difficolta’, l’Atalanta e’ una squadra che sta disputando un buon campionato ma dobbiamo cercare di vincere. Dobbiamo pensare solo all’Atalanta, non a fare un filotto di vittorie, dobbiamo fare i tre punti per sperare di ridurre il distacco dalla Fiorentina. In casa siamo gia’ stati scottati piu’ volte, sappiamo cosa fare”. Ovvero tre punti, nulla piu’, anche perche’ il messaggio che regala alla fine della conferenza e’ piuttosto chiaro. “Mi chiedete chi vince il campionato? Non lo so e non mi interessa, a me interessa solo chi arrivera’ quarto”, chiude il tecnico rossonero. Il Milan ha sostenuto l’allenamento di
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