(AGI) - Palermo, 27 mar. - Inizieranno in estate, in Sicilia, le riprese de “I baci mai dati” di Roberta Torre. E’ la storia di Manuela, 15 anni, che un giorno, per noia e per gioco, si inventa di poter fare miracoli. Viene creduta e da quel momento irrompe nella sua vita un’umanita’ affamata e bisognosa che le chiede di tutto: dal posto di lavoro perduto alla vincita del campionato di calcio. Mentre sua madre Rita vuole farne un business, Manuela si spaventa e vuole smettere di fare la santa, ma non e’ piu’ cosi’ facile. Perche’ suo malgrado un miracolo succede davvero. Nel ruolo della madre Donatella Finocchiaro, che torna a recitare con Roberta Torre dopo il suo esordio in “Angela”. Per il ruolo della giovane la produzione sta cercando una adolescente non professionista. Il film e’ prodotto da Amedeo Bacigalupo e da Roberta Torre per Rosetta Film con il contributo della Regione siciliana in la collaborazione con la Film Commission Sicilia.
L’annuncio e’ stato dato a Palermo dalla regista nel corso della presentazione della mostra “Ma-donne”, da domani all’Archivio storico del capoluogo siciliano, con una serie di ritratti fotografici nati dall’idea di trasformare donne comuni in moderne madonne. La mostra, curata da Sergio Toffetti e allestita da Antonio Di Lorenzo e Renzo Milan, e’ composta da 22 ritratti (140×100). Realizzata da Nuvola Film e Rosetta Film grazie all’assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana, alla Sicilia Film Commission, al progetto Sensi Contemporanei, alla Direzione Generale per il Cinema del ministero per i Beni e le Attivita’ culturali, al ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Cinesicilia, Centro Sperimentale di Cinematografia, Archivio Storico Comunale e la Citta’ di Palermo. La mostra e’ aperta fino il 18 aprile, tutti i giorni tranne il lunedi’, e l’ingresso e’ libero.
“Ma-donna - spiega La Torre - prima ancora che a una visione sacra rimanda alla etimologia originale del termine: mia donna, un appellativo, fuori dall’accezione religiosa. Le mie ma-donne sono innanzi tutto delle donne. Donne poi trasformate. Il corpo femminile come luogo immaginario che evoca la bellezza che si puo’ manifestare in varie forme; un corpo da plasmare, trasformare, fino a far diventare la donna-ma-donna un concentrato di stratificazioni ridondanti, ricco di significati diversi. Un creare aggiungendo, moltiplicando, sommando, per arrivare a un’essenza: la femminilita’”. (AGI)
Mrg