(AGI/ITALPRESS) - Milano, 30 apr. - Come si temeva alla vigilia della giornata le posizioni della Serie A, che vuole carta bianca sulle decisioni economiche di ripartizione delle risorse, e della B che chiede, invece, che queste vengano prese dall’assemblea unitaria, sono rimaste inconciliabili. La cadetteria, quindi, non ha creduto alle rassicurazioni fatte dalle sorelle maggiori che, attraverso Adriano Galliani, che aveva presieduto l’ultima assemblea informale, avevano chiesto fiducia. Adesso, dopo la bocciatura di entrambi i regolamenti proposti, le 42 societa’, ancora riunite al quarto piano di via Rosellini, si sono concesse una pausa di riflessione per decidere sul da farsi. Verosimilmente, cosi’ come si vociferava, le venti societa’ di Serie A alla ripresa dei lavori, abbandoneranno l’assemblea per far mancare il numero legale e non procedere al rinnovo delle cariche a partire dal presidente, al cui ruolo si sono candidati l’uscente Antonio Matarrese, fautore dell’unita’ della Lega e sostenuto per questo dalla Serie B, e l’ex direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, candidato della A. “Oggi si deve votare”, aveva osservato al suo arrivo il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli. Ma se alla fine della giornata, al quarto tentativo, l’assemblea generale fara’ registrare l’ennesimo nulla di fatto, il consiglio federale convocato per il 5 maggio dovrebbe prendere atto della situazione e procedere di conseguenza con l’ultimo tentativo prima del commissariamento, ovvero la delega al collegio dei revisori per la convocazione di un’ultima assemblea elettiva in un periodo compreso tra gli otto e i 17 giorni (quindi dal 13 al 22 maggio). Ma a quel punto il commissariamento e la separazione tra le due categorie sarebbero solo una realta’ di cui prendere atto. (AGI)
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