(AGI/ITALPRESS) - Milano, 30 ott. - Un’assemblea straordinaria di Lega Calcio distesa nella quale “continua ad aleggiare lo spirito che ha animato i lavori di questi mesi consentendo una forte accelerazione per raggiungere i nostri obiettivi”. Il presidente Maurizio Beretta lascia via Rosellini col volto disteso nel tardo pomeriggio per riprendere la strada verso Roma e annuncia che “l’assemblea si riunira’ ogni due venerdi’ del mese per poter seguire collegialmente tutti i processi che daranno vita alla nuova Lega”.
Nuova che significa divisa. “La prima iniziativa visibile - spiega infatti - sara’ avviare un concorso di idee in tempi molto stretti per il nuovo marchio della A e penso che la B fara’ la stessa cosa”. Di comune c’e', al momento, la gestione della tessera del tifoso che, in teoria, dovrebbe partire il prossimo 1 gennaio. “Si e’ deciso - afferma Beretta - di dar seguito agli orientamenti delineati che sono di scrivere al ministro condividendo l’idea della tessera ma spiegando che ci servono tempi piu’ lunghi rispetto alla scadenza del 1 gennaio sia per la gestione tecnologica dello strumento sia per riempirla di contenuti e servizi a valore aggiunto”. Su questo Beretta si augura che “possa essere un punto d’incontro per un percorso condiviso nei prossimi mesi in modo che porti a una tessera che abbia un significato di appartenenza che venga vista positivamente anche da chi frequenta gli stadi”.
In parole povere la Lega chiedera’ al ministro Maroni piu’ tempo per far ‘digerire’ la tessera ai tifosi che la osteggiano. Per il resto e’ stato deciso di chiedere alla Figc di anticipare all’1 gennaio la riapertura del mercato “cosi’ come avviene negli altri paesi visto che quest’anno si ricomincia a giocare il 6 gennaio”. La Lega non chiedera’ la vaccinazione dei calciatori contro l’influenza A (”Non ci sono state richieste dalle societa’ in questo senso”, ammette il presidente). In merito alla separazione tra A e B non preoccupano le proteste del presidente della LegaPro, Macalli, che afferma che “sono le sue societa’ a pagare gli alimenti con lo scippo di una parte dei proventi da redistribuire”. “Sono battute ad uso della stampa, le cose sono chiare e fin troppo evidenti”, liquida Beretta che, al contrario, appoggia De Laurentiis pronto ad affermare che qualcosa deve cambiare visto che “il calcio lo produciamo noi ma le regole le fanno altri”.
“Per definizione le regole sono imposte, quello che si sta evidenziando in questo momento - conclude il presidente di Lega - e’ che ce ne sono alcune che possono essere interpretate difformemente e possono rappresentare un problema. Un’interpretazione univoca e coerente e’ irrinunciabile”. (AGI)
Red